A home at the end of the world

Unconventional web blog.

Archivio per Agosto, 2006

So bad.

Direi che ho superato me stesso.
Ultimamente, i miei post sembrano quelli di un adolescente preso da crisi di panico, tendente al suicidio. Beh, non è così. Sono solo stanco, arrabbiato e spaventato. E tanto, tanto scosso.
Devo ringraziare ogni singola persona che in questo periodo sta facendo di tutto per spronarmi, per farmi star bene, per vedere un mio sorriso. E devo chiedere loro scusa, per ogni flebile “no” che ho sussurrato con dolore ad ogni loro proposta.
Non è mia intenzione ferirli, e di sicuro non si può dire che non apprezzi il loro gesto. Anzi, loro sono l’unico motivo per cui non sono caduto nella depressione più totale. Mi aiutano, col loro pensiero, a stare sospeso a metà tra il passato e il futuro.
Ora quel limite lo devo superare da solo. Finché non lo varcherò, non tornerà mai quel Fiyero che aspetta da un anno, in un angolo. Quel Fiyero che sa ridere e scherzare, e che ama vedere il sorriso sulle persone. Che adora vederle ridere, perchè sa che sono realmente felici. Quel Fiyero che crede in se stesso, che sa che se si impegna sul serio fino a far esplodere le tempie, può farcela in ogni cosa che fa. Finché non capirò che il passato è da lasciare alle spalle, quel Fiyero non parlerà mai per me, e sarò solamente l’ombra di me stesso.
Toh, beccatevi sta’ canzone, che ha un testo da paura. E’ da stamattina che ho i brividi.

(Grazie Falconuccio ^__^ !!)

I bimbi grandi non piangono (I will always love you)

Fai piano, i bimbi grandi non piangono.
Non far scendere quella lacrima, non ora. Dicono che devi essere forte, che sono cose che capitano. Che devi resistere, stringere i pugni, digrignare i denti. Devi puntare i piedi bene a terra, per non cadere nel vuoto. Devi chiudere forte gli occhi, per non vedere il dolore. Devi serrare il naso, e le orecchie, per non odorare il profumo, per non sentire alcun pianto, nemmeno il tuo.
I bimbi grandi non piangono.
Eppure, io non sono così forte. Sono un bozzolo, nient’altro che un bozzolo. Che ha paura della vita, che non riesce più ad affrontare una situazione critica senza piangere. Non voglio, non voglio cambiare me stesso. Voglio versare fino all’ultima lacrima, e fanculo a chi mi prenderà in giro. Voglio piangere finché non mi bruceranno gli occhi, e sarà allora che forse mi sentirò davvero libero. Libero di poterlo vedere a due metri da me senza cadere nel baratro del silenzio. Libero di poter sentire la sua voce in un CD senza smettere di respirare. Libero di poter voltare pagina, iniziare un nuovo capitolo.
Ma un segnalibro, di quelli logori e ingialliti dal tempo, rimarrà fermo immobile tra le pagine di quest’ultimo anno, e sono sicuro che ogni volta che le riaprirò, avrò nuove lacrime da versare. Di quelle amare, che lasciano in bocca un sapore aspro come il rancore.
Non so chi sarà ad accompagnarmi, ora. Non so chi riuscirà a stringere la mia mano impedendomi di aver paura del passato, del presente, e del futuro. Non so chi mi permetterà di vivere in tranquillità, nella totale fiducia, l’uno per l’altro.
Più ci penso, e più quella dannata lacrima fa capolino. Ma non devo farlo, i bimbi grandi non piangono.
E poi, te l’ho promesso.

If I should stay, I would only be in your way…
So I’ll go, but I know, I’ll think of you every step of the way.
Bittersweet memories, that is all I’m taking with me…
So good-bye, please don’t cry. We both know I’m not what you you need.
I hope life treats you kind, a
nd I hope you have all you’ve dreamed of
And I wish you joy and happiness, but above all this, I wish you love.
I will always love you.

(Ti) Voglio.

Voglio abbandonarmi ad uno schermo tutto bianco, e scrivere senza riserve, lasciarmi cullare da una dolce musica e vedere apparire una dopo l’altra le lettere nere fino a formare fitte righe sullo sfondo.
Voglio ricordare quest’ultimo anno, ogni brioches presa la mattina e ogni caffè bevuto insieme. Quel caffè dal sapore intenso, il colore profondo e dal profumo di un nostalgico bar di periferia. La città grigia, un vetro sui palazzi morti. Una coperta, e la tua voce. Nient’altro.
Voglio dimenticare quest’ultimo anno, e tutte le volte in cui mi sono sentito schiacciato dal tuo peso così importante, così carico di amore e fierezza. E’ stato il tuo sorriso a catturarmi, gesto improvviso che ha cancellato ogni mia difesa. Gesto immediato che mi ha permesso di innamorarmi di una persona speciale.
Voglio toccarti ancora una volta, sfiorare le tue labbra e sentirti fremere nel buio del silenzio più intimo. Le mani intrecciate, gli sguardi incatenati da un sottilo filo argentato.
Voglio parlarti, spiegarti, stringerti il viso tra le mani e urlare forte. Avrei voglia di urlare. Urlare a te, al mondo, ma la voce si ferma in gola, e precipita di nuovo giù, echeggiando in ogni singolo centimetro delle mie cavità. Respiro il tuo pensiero, e ripenso al tuo sguardo di quel momento.
Voglio vedere la tua schiena che si allontana, verso un futuro ben migliore per entrambi.
Voglio vedere quella schiena voltarsi, far apparire piano il tuo volto, e riabbracciarti. Ma non posso.
Due anime avvinghiate, come sorelle siamesi che non possono staccarsi. Due anime sorelle, che condividono la stessa vita, ma con due visioni totalmente diverse.
Un’anima viaggiatrice, il fagotto in spalla e il sorriso acceso, e un’anima sognatrice, con le radici ben piantate nel suo stesso passato / presente.
Non posso averti senza soffrire, non posso perderti senza smettere di amarti.
Ma per il bene di entrambi, è giusto così.

Ti ho amato, e dal profondo del cuore, ti amerò sempre.