A home at the end of the world
Unconventional web blog.Archivio per Febbraio, 2007
Fuori uno…
… dei cinque esami che devo dare questa settimana… E’ stato sofferto, dato che ho dovuto aspettare circa sei ore prima di entrare… e una volta dentro, quell’arpia mi ha chiesto OGNI COSA, e come prima domanda l’unica cosa che NON volevo mi chiedesse… direi tutto nella norma data la mia sfiga ^O^.
Ad ogni modo me la sono cavata con un 29. Giornata di giubilo in tutto il regno!!
…
…
Ok, so cosa state pensando: neanche io sapevo che esistesse anche il 29!! Pensavo fosse un voto fantasma, protagonista di favole, leggende metropolitane e film del tipo “Il mistero del 29 fantasma” e ancora “Mamma, ho preso 29!!”; insomma, che razza di voto è? Quando me l’ha comunicato, sono corso fuori dall’aula singhiozzando come il baronetto di Sensualità a Corte ![]()
L’attesa è stata snervante, ma l’ho condivisa con delle gran belle personcine a modo, come direbbe Jean Claude. Ad esempio, mi sono ritrovato in coda per l’esame con una ragazza che ha passato il capodanno con me!! E io non l’avevo neanche riconosciuta… inizio a pensare che i ragazzi avessero ragione… forse ero davvero ubriaco quella sera!! XD
Ad ogni modo, l’avventura non è finita: fino al 23 non avrò pace… per cui torno sui libri.
Ciao puzzolette ^_^
Eppure, sentire.
Che periodo.
Concorsi su concorsi, mostre da allestire, progetti, richieste, lavori, e ancora libri infiniti, esami, libri illustrati impossibili, tesi di pedagogia improbabili, impaginazioni azzardate…
BASTA!! Ormai l’ho capito… non sono multitasking. Non riesco a fare più cose in una volta, non riesco a iniziarne una senza essere certo di aver sistemato al meglio l’ultima.
Ho talmente tante cose da fare, che non ho MAI tempo per me e solo per me.. mai un angolino di tempo ritagliato nella giornata dove ci sia solo io.
Sognavo un posto magico, silenzioso e isolato come un’altissima montagna, e sul cucuzzolo sognavo me stesso: assorto nella concentrazione, concentrato sulle nuvole di latte.
Oggi però, tornato a casa stravolto ho acceso la radio e mi sono immerso in una vasca colma di acqua calda e tantissima schiuma, come facevo da pischello. E’ stato, nel suo piccolo, emozionante. Ritrovarmi da solo, senza pensieri, gli occhi chiusi e l’acqua che mi coccolava, come un bimbo nella pancia della madre… Certo, non era come una montagna silenziosa e isolata, ma mi sono accontentato.
Inspirare, chiudere gli occhi. E aprirli, ritrovandosi in un immenso prato verde, contornato di montagne tinte di cielo cobalto, e sentire Elisa che canta dolcemente:
Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto – c’è
Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio – c’è
Ora mi godo gli strascichi di quel totale relax, prima che inizi una nuova, frenetica giornata.