A home at the end of the world
Unconventional web blog.Archivio per Maggio, 2007
No.
Non è per essermi addormentato alle 3.30 che sono stanco. Non è nemmeno per essermi svegliato storto. E’ l’accanirsi di quella che è la persona che più mi è stata accanto negli ultimi vent’anni, e che due anni fa ha deciso di lasciarmi in disparte, non più degno del suo rispetto e del suo ruolo di madre.
Sono stanco, perchè ogni minima cosa che viene proposta, con brio ed entusiasmo dalla mia bocca, viene respinta con un “no” secco, condito da uno sguardo sprezzante. Mettere i bastoni tra le ruote sempre e comunque, non è stancante? Non la prova mentalmente e fisicamente? Io farei fatica a bloccare e castrare ogni minima proposta e scelta di una persona… non ne avrei le forze. Eppure, lei di forza ne ha da vendere.
E continua imperterrita a rispondere “no”.
Ho vinto un concorso e sono stato pubblicato su una rivista? La risposta è uno sguardo assente e indifferente.
Ho passato un esame con il massimo dei voti? La risposta è “Sai che roba, non che fosse così difficile”.
Sono stato scelto per progetti che forse mi porterebbero all’estero, ma che mi aiuterebbero a fare esperienza e crescere nel mio campo? Risposta: “Non mi piace.”
E così per ogni singola decisione, vincita, soddisfazione della mia vita. Senza parlare di quando devo informare di una piccola voglia di vacanza, di un weekend al mare, di una settimana estiva via, di un orario un po’ più elastico la sera.
No, no e no.
Le cose sono cambiate, da un po’ di mesi. Ho smesso di mandare giù, di respirare piano e tentare di stare zitto. Sono finiti i giorni del bravo ragazzo. Ora voglio una mia vita, e lotterò con le unghie e con i denti, pian piano, per ottenerla. Ho iniziato a rispondere a tono, ad impormi per fare quello che desidero sul serio.
E’ vero, sono obbligato a nascondere le cose più importanti della mia vita, solo perchè non sarebbero accettate, perchè sarebbero respinte, e le risposte acide su quelle cose in particolare sarebbero quelle che mi farebbero più male.
Ma questo non cambia nulla. Ho diritto a una vita mia, e non sarà di certo lei a decidere quando e come potrò ottenerla. Voglio essere libero, ora. Almeno libero da quelle catene che mi legano ai sensi di colpa, da quelle manette che mi stringono forte i polsi, e che sento pulsare di rabbia ogni volta che una sua risposta mi delude.
Anche questa mattina è andata allo stesso modo. Ho informato di una vacanza che farò a settembre, e ho ribadito il concetto che ad agosto non ho intenzione di vivere in un appartamento di 40mq con loro, in un paese che non mi piace, lontano dal mare, senza tutti gli strumenti che mi servirebbero per studiare. Sarebbe come vivere in prigione, costretto in contatto costante con loro, per due mesi. Dormire praticamente nella stessa camera.
La risposta è stata che non hanno intenzione di lasciarmi la casa in città, perchè vogliono tenerla ben chiusa quando loro sono via.
Benissimo. Questa volta a dire “no” sono stato io. E ho informato che non ci saranno problemi, perchè dormirò da un’altra parte se non vogliono farmi stare in casa MIA.
Non sono più un bambino di 6 anni, e prima o poi se ne renderanno conto, con le buone o con le cattive maniere.
No, no e no.
Music… for always.
Voglio farvi una domanda.
E’ diretta, soprattutto, a chi di voi ama la musica, chi riesce ad emozionarsi con il testo di una canzone, chi ha la pelle d’oca ogni volta che sente una voce meravigliosa, chi è capace di riascoltarsi un pezzetto di una canzone anche dieci volte.
Vi è mai capitato di avere un idolo musicale? Un/una cantante, un gruppo che ha segnato la vostra infanzia / adolescenza / vita in generale? E per quale motivo?
Io, fino a qualche mese fa, a questa domanda avrei risposto: no. Non ho mai avuto particolari idoli, se non qualche cometa musicale che popolava le radio durante la mia adolescenza. Ho conosciuto persone che farebbero di tutto per conoscere il loro idolo musicale… che farebbero la punta sotto casa sua, che rischerebbero la vita pur di ottenere un suo autografo.
Beh, vi informo ufficialmente che ci sono cascato anche io. Perchè, forse proprio grazie al Suri, ho imparato a chiudere gli occhi e ascoltare le note, che dolci, compongono le armonie. Ad apprezzare le voci, sorridere e commuovermi con una canzone.
Trovo che un cantante, se davvero vuole essere tale, non può accontentarsi di giungere alle orecchie di chi lo ascolta. Deve andare ben oltre, insinuarsi nella sua mente, stimolare i suoi sentimenti e i suoi ricordi: solo all’apparire di una lieve pelle d’oca potrà essere soddisfatto di una sua esibizione.
Beh, anche io li ho trovati.
Sono due voci emozionanti, che riescono a risvegliare dentro di me qualcosa di indefinibile. Una tecnica impeccabile, tale da entrarmi nel cuore e scioglierlo ogni volta. Mi piace vederli come due compagni che mi stanno sorreggendo da mesi, e senza i quali non riuscirei più a superare determinati momenti. Sono Lara Fabian e Josh Groban.
Lara ha 37 anni, ed è di origine siciliana. Ora vive a Montreal, in Canada. In Italia è poco conosciuta, se non per un paio di canzoni… “I will love again”, distribuita nelle discoteche come canzone dance e “Adagio”, di cui ha fatto anche una versione italiana. La maggior parte della sua discografia vanta di bellissime canzoni in francese, solo da un paio d’anni ha iniziato a cantare in inglese e in italiano. Alcuni di voi l’avranno vista sul palco di Sanremo con Gigi d’Alessio cantando “Un cuore malato” (poteva scegliersi qualcuno di meglio).
Ha effettuato tantissime esibizioni live, spesso incentrate su musicals (“Evita”, “Papa can you hear me?”, “The music of the night”), e riadattato le famose “Caruso” e “Perdere l’amore”. La sua voce è capace di farmi sognare… Ogni sua esibizione è uno spettacolo, lei sa entrare nelle canzoni e farle sue, fino a portarle a chi ascolta, senza aver paura di emozionare. A settembre 2007 uscirà il suo nuovo album, completamente in italiano!!
Curioso il fatto che Lara abbia contribuito alla soundtrack di “A.I. – Intelligenza Artificiale“ proprio con Josh Groban, con la canzone “For Always”. Dei due, Josh è forse ancora più sconosciuto nel nostro paese. Molti lo ricorderanno nei panni di Malcolm Wyatt nel telefilm Ally McBeal, cantando le bellissime “You’re Still You” e “To Where You Are”. Prese il posto di Andrea Bocelli in “The prayer” con Celine Dion, e la ricantò con Charlotte Church alla cerimonia finale delle Olimpiadi del 2002. Bellissime le sue “Cinema Paradiso”, “Mi mancherai”, “Broken Vow”, e “Caruso”!! La sua voce, calda e profonda ispira tranquillità e risveglia in me tanti ricordi…
Insomma, sono i miei due angioletti… entrambi mi danno l’impressione di essere… sinceri. Non i classici cantanti con la testa montata… insomma… umili… cuore.
Ora ho deciso. DEVO incontrarli!! T.T è il nuovo scopo della mia vita!! Almeno un concerto…
Eccoli che cantano insieme… ^O^