Non è per essermi addormentato alle 3.30 che sono stanco. Non è nemmeno per essermi svegliato storto. E’ l’accanirsi di quella che è la persona che più mi è stata accanto negli ultimi vent’anni, e che due anni fa ha deciso di lasciarmi in disparte, non più degno del suo rispetto e del suo ruolo di madre.
Sono stanco, perchè ogni minima cosa che viene proposta, con brio ed entusiasmo dalla mia bocca, viene respinta con un “no” secco, condito da uno sguardo sprezzante. Mettere i bastoni tra le ruote sempre e comunque, non è stancante? Non la prova mentalmente e fisicamente? Io farei fatica a bloccare e castrare ogni minima proposta e scelta di una persona… non ne avrei le forze. Eppure, lei di forza ne ha da vendere.
E continua imperterrita a rispondere “no”.
Ho vinto un concorso e sono stato pubblicato su una rivista? La risposta è uno sguardo assente e indifferente.
Ho passato un esame con il massimo dei voti? La risposta è “Sai che roba, non che fosse così difficile”.
Sono stato scelto per progetti che forse mi porterebbero all’estero, ma che mi aiuterebbero a fare esperienza e crescere nel mio campo? Risposta: “Non mi piace.”
E così per ogni singola decisione, vincita, soddisfazione della mia vita. Senza parlare di quando devo informare di una piccola voglia di vacanza, di un weekend al mare, di una settimana estiva via, di un orario un po’ più elastico la sera.
No, no e no.
Le cose sono cambiate, da un po’ di mesi. Ho smesso di mandare giù, di respirare piano e tentare di stare zitto. Sono finiti i giorni del bravo ragazzo. Ora voglio una mia vita, e lotterò con le unghie e con i denti, pian piano, per ottenerla. Ho iniziato a rispondere a tono, ad impormi per fare quello che desidero sul serio.
E’ vero, sono obbligato a nascondere le cose più importanti della mia vita, solo perchè non sarebbero accettate, perchè sarebbero respinte, e le risposte acide su quelle cose in particolare sarebbero quelle che mi farebbero più male.
Ma questo non cambia nulla. Ho diritto a una vita mia, e non sarà di certo lei a decidere quando e come potrò ottenerla. Voglio essere libero, ora. Almeno libero da quelle catene che mi legano ai sensi di colpa, da quelle manette che mi stringono forte i polsi, e che sento pulsare di rabbia ogni volta che una sua risposta mi delude.
Anche questa mattina è andata allo stesso modo. Ho informato di una vacanza che farò a settembre, e ho ribadito il concetto che ad agosto non ho intenzione di vivere in un appartamento di 40mq con loro, in un paese che non mi piace, lontano dal mare, senza tutti gli strumenti che mi servirebbero per studiare. Sarebbe come vivere in prigione, costretto in contatto costante con loro, per due mesi. Dormire praticamente nella stessa camera.
La risposta è stata che non hanno intenzione di lasciarmi la casa in città, perchè vogliono tenerla ben chiusa quando loro sono via.
Benissimo. Questa volta a dire “no” sono stato io. E ho informato che non ci saranno problemi, perchè dormirò da un’altra parte se non vogliono farmi stare in casa MIA.
Non sono più un bambino di 6 anni, e prima o poi se ne renderanno conto, con le buone o con le cattive maniere.
No, no e no.
Bravo tesorino :**
Disponibile anche per il topo XD
Marge ti è sempre vicina, tranquillo. E se sei in cerca di letti, ad agosto, io ho una villetta in una ridente cittadina della provincia romana, con papà e fratello assenti e mare (anche se un po’ merdoso) a due km
Bacini!!